Home EVENTONE BACK TO THE DARK – recensione del trip temporale Netflix

BACK TO THE DARK – recensione del trip temporale Netflix

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Dark – ma prima un pensiero su futuri apocalittici che Black Mirror levati:

E fu così che mi tolsi entrambi gli occhi con un trapano

Il futuro apocalittico è qui. Amo la tecnologia e la libertà che porta, ma qual è il prezzo da pagare, se poi si devono leggono nefandezze simili?

Dire che Dark è un plagio di Stranger Things è come dire che è un plagio di IT perchè c’è un impermeabile giallo.

Invece, non ci sono pagliacci, non c’è Georgie; anzi, il ragazzo con l’impermeabile è discretamente cazzuto. E’ proprio necessario scrivere la propria opinione su tutto? Magari dopo aver visto 20 minuti del primo episodio?

Perchè sì, effettivamente ci sono ragazzi nella foresta che scappano nella notte; e anche qualche riferimento ai sempreverdi ’80; ma Dark è altro. I primi episodi richiedono uno sforzo non indifferente, e il contesto tedesco non aiuta: è un contesto di nomi a noi difficili da ricordare; di volti diversi dal nostro immaginario, quindi apparentemente simili; di stile freddo, cupo, costantemente sotto la pioggia.

Aggiungeteci l’intreccio narrativo inevitabilmente convulso, essendo l’anima di Dark il viaggio nel tempo, e vi renderete presto conto di come questa serie inizi come una sfida per il binge watcher medio.

Francamente ho sofferto non poco a non divorarmi l’intera stagione in un colpo solo, ma poi la vita ti allontana dal divano.

Dark è scandito da un incipit devastante (un uomo morto suicida che lascia una lettera da aprire solo dopo una specifica data e ora) e da una rivelazione altrettanto devastante (sulla natura di tale uomo), a cui segue uno sviluppo dei personaggi niente affatto banale e una pletora di particolari da cogliere per poter seguire la storia appieno.

Passato, presente, futuro si intrecciano con maestria, e al netto di qualche déjà vu nel déjà vu fatto di alberi genealogici contorti, inevitabili paradossi temporali e deviazioni del continuum spiegate con fogli di carta piegati, Dark crea di prepotenza una propria mitologia, che potrebbe vincere le leggi del tempo, proprio come i personaggi che la abitano.

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Dr.Gabe
Direttore e Fondatore

Il lavoro e la vecchiaia incombono, ma da quando ho memoria mi spacco di film di fantascienza, dove viaggio di testa fino a perdermi, e salto in piedi sul divano per dei tizi che si menano o sparano alla gente come fossero birilli. Addolorato dalla piaga del PG­13, non ho più i nervi per gli horror: quelli li lascio al collega, io sono il vostro uomo per scifi, azione e film di pistolotti metacinema/mental/cose di finali tripli.