Home Rubriche Horror Asmodexia- Recensione dell’horror di Marc Carreté

Asmodexia- Recensione dell’horror di Marc Carreté

Asmodexia

Un altro gioiellino è ”arrivato” a noi dalla Spagna, firmato dal regista e produttore spagnolo Marc Carreté. L’opera prima del regista, approdata nel 2014, prende il nome di Asmodexia.

Pur essendo un prodotto low budget (500 mila euro), Asmodexia è riuscito nell’intento di non risultare povero. Ciò, grazie soprattutto a tutta la lavorazione dietro, propensa a non presentare qualcosa di dozzinale, misero e scarno di idee. Il regista, che possiede un nome da tenere bene in mente, è già stato ampiamente apprezzato nella scena underground e tornerà presto (si spera) a deliziarci con il prossimo After The Lethargy.

Asmodexia

Eloy De Palma (uno strepitoso Lluìs Marco) è un uomo abbastanza anziano che, professionalmente, nella vita esercita il mestiere di esorcista nella città di Barcellona. Al suo fianco, a seguirlo nel suo percorso, v’è sua nipote Alba (una giovane Clàudia Pons), che, orfana di madre, baserà la propria adolescenza non sul frequentare la scuola, ma sull’esorcizzare vittime di possessione demoniaca vagando per le strade spagnole.

Il compito di Eloy, però, non è soltanto quello di preservare il mondo dal male, bensì di prepararlo a un’incombente apocalisse occulta che, di lì a tre giorni, arriverà.

Asmodexia
Irene Montalà è Ona in Asmodexia.

Asmodexia rientra nella vasta gamma di gioiellini che la Spagna, così come la Francia odierna, ha partorito nel nuovo secolo. Per quanto riguarda il panorama orrifico, negli ultimi anni v’è stato un incremento sorprendente in Europa. Ma l’opera di Carraté, tuttavia, si discosta anche dagli stilemi francesi, percorrendone altri più astrusi e studiati.

Asmodexia non è il semplice prodotto mirato sulle classiche possessioni demoniache come tema centrale. Queste scelte di scrittura, sono unicamente un pretesto per arrivare a qualcosa di più profondo, mistico, accurato e studiato nei minimi dettagli.

Asmodexia
Patricia Mendoza in Asmodexia.

Carraté firma un’opera peculiare, esoterica e marcia, dove il jumpscare si alza e fa accomodare sulla poltrona una sua antenata ben più nota, ma quasi ormai dimenticata: la paura.

Asmodexia non arriva subito al dunque; è un continuo crescendo di eventi intersecati a flashback di vitale importanza, ma che sembrano non assumere nessun significato all’origine. Può essere ricondotto a un puzzle in cui, soltanto nell’epilogo, tutti i pezzi vengono incastrati delicatamente.

Asmodexia
Asmodexia.

Carraté mescola meccanismi e scelte registiche tipiche di John Carpenter (in particolare il capolavoro Il signore del male). Il sentiero del regista è quello del cinema d’orrore spagnolo, creando e calcando però su pellicola la propria impronta memorabile, riuscendo nell’impresa di rendere affascinante, accattivante ed estremamente sensuale la malvagità sudicia e senza mai fine.

Poiché Asmodexia è una seduta occulta dove persino lo sporco del male, risulta raffinato e idilliaco.