Home Rubriche Horror Antologia da paura : “V/H/S” – (2012)

Antologia da paura : “V/H/S” – (2012)

“Joey… finirete tutti ammazzati qui” (Wendy in “Tuesday the 17th”)

Un’antologia uscita in anteprima al Sundance Film Festival del 2012, in cui abbiamo sei episodi, di cui uno che funge da legante per gli altri cinque, diretti da altrettanti giovani registi emergenti nel mondo dell’horror. Found footage e mockumentary la fanno da padrone in questi chiamiamoli mediometraggi che andiamo subito a presentare partendo dal primo, che è quello che lega tutti gli altri e poi elencando gli altri secondo le preferenze di chi scrive, “Il Biondo”.16

Cornice : Tape 56 di Adam Wingard

E’ il legante di tutto il film. Non è un grande episodio in sè per sè, ma ci introduce la storia e ci da se così vogliamo dire, il motivo per seguire le altre.
Dei ragazzi che si divertono a rubare episodi pornografici (con qualsiasi mezzo) per guadagnare denaro vengono questa volta incaricati da un tizio sconosciuto ma evidentemente molto ricco di ritrovare una particolare videocassetta nell’abitazione di un anziano signore per poi forse poterci ricattare chissà chi.
I baldi delinquenti entrano e trovano il proprietario, che risulta essere………morto sul divano. Ed allora via di ricerca della videocassetta, mentre un componente della banda  ne visiona altre, che guarda caso sono le cinque storie seguenti del film.
Di tensione in questo episiodio non ce n’è molta, se non per le riprese traballanti, che possono però infastidire i non amanti del genere ed il finale, con la banda che scoprirà di non essere poi così sola.

Episodio 1 : Amateur Night di David Bruckner

Questo per chi scrive si colloca al secondo posto nella classifica di gradimento.
E’ veramente ben fatto,riprende il tema del vampiresco, ed ha come protagonisti un terzetto di ragazzotti un po’ sfigati un po’ allupati che ad una festa rimorchiano due ragazze con l’intento poi di portarle nelle loro stanze e “fare festa” . Poi arrivano i problemi : tre ragazzi e due ragazze intanto è un problema di numeri, una devono dividersela in due ; una delle due tipe è strafatta e cade in un sonno profondo proprio quando sta per iniziare il divertimento ; rimane solo la povera Lucy, che tanto povera (ed umana) non è, ed i tre malcapitati marpioni se ne accorgeranno presto.
Le riprese di questo episodio provengono tutte dagli occhiali di uno dei protagonisti, Clint, e in più momenti la tensione si fa sentire perchè pur avvertendone la presenza non vediamo la dolce e fatale Lucy, che in questo episodio farà una vera e propria “strage di cuori” ( e non solo), con una sequenza finale davvero suggestiva.

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Episodio 2 : Second Honeymoon di Ti West

Questo episodio poteva essere il migliore per due motivi : innanzi tutto il plot poteva essere interessante ( una giovane coppia in crisi si concede una seconda luna di miele per ricominciare ma una volta giunti nel motel, la festa gliela fa qualcun altro) e secondo perchè a dirigerlo c’è il più che promettente Ti West.
Poi però le premesse vengono disattese. C’è sempre la ripresa con la telecamera ad unire questo episodio con gli altri ma alcune scelte nella trama non convincono, come il perchè il cattivone (o meglio la cattivona) di turno ami così tanto riprendere i giovani sposini di notte, ed il livello di tensione non è poi così alto, errore molto grave se si parla di horror. Nemmeno il finale a sorpresa e che strizza in un elemento l’occhio alla serie Nip / Tuck salva la situazione.

Episodio 3 : Tuesday the 17th di Glenn McQuaid

Come direbbe il nostro caro Dr. Gabe, “LAMMERDA” di questo film. Questo è il peggior episodio, nonostante l’ambientazione (una zona di campagna con annesso laghetto) e i quattro protagonisti di turno, divisi equamente per sesso faccia molto ricordare la bellissima saga di “Venerdì 13”. Appunto, la fa ricordare, poi finisce qui.
I quattro sventurati vorrebbero divertirsi un po’ tra fumate, nuotate e qualche trombata in questo angolo sperduto di mondo, ma una di loro Wendy, non li ha portati li a caso ; era già stata li con un altro gruppo di amici, tutti morti ammazzati per mano di un non meglio precisato killer quasi invisibile che non può essere ripreso dalle telecamere e di cui Wendy vuole vendicarsi. Buon proposito, ma la fine sarà quella che tutti vi immaginate.
Anche qui nonostante di sangue e di budella squartate se ne vedano abbastanza di paura ce n’è veramente poca e l’idea di questo fantomatico assassino creato in CGI e quasi invisibile lascia molto a desiderare.

Episodio 4 : The Sick Thing That Happened to Emily When She Was Younger di Joe Swanberg

Questo per il sottoscritto è il miglior episodio. Molto suggestivo, carico di tensione, malato e anche molto angosciante. i protagonisti sono due, la giovane coppia di fidanzatini Emily e James, che pur potendo relazionarsi solo via Skype si amano molto (almeno sembra). Lei però ha uno strano fastidio al braccio, che James promette da buon crocerossino di controllarle non appena la raggiungerà, e di notte, sente strani rumori e vede inquietanti presenze fanciullesche nelle stanze del suo appartamento. Quello che ne verrà fuori, è davvero sconcertante, sia per l’idea, sia per quello che le immagini ci mostrano.
Qui non c’è il tema del vampiresco utilizzato nell episodio “Amateur night” o del killer assassino dell’episodio precednte ma è quello di una “strana” invasione aliena, molto inquietante per come si risolverà.

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Episodio 5 : 10/31/98 di Radio Silence

Quest ultimo episodio può meritarsi il podio, anche se nel gradino più basso. Questa volta il tema utilizzato dai registi (sono un gruppo che ha un sito e tramite il quale fanno dei film, idea grandiosa), è quello del caro diavoletto. Un gruppo di cazzoni decide di festeggiare in una casa abbandonata la loro personale notte di Halloween, con tanto (ovviamente) di telecamera al seguito per le riprese. La casa effettivamente sembra vuota, ma non lo è : perchè in una delle stanze ai piani superiori c’è un gruppo di uomini che tiene legata in malo modo una giovane fanciulla indifesa e di bianco vestita. Alla sua vista i giovani dapprima scappano, ma poi, spinti da un fortissimo senso di eroismo vanno a salvarla. E da qui cominciano i guai.
Questo è forse l’episodio in cui abbiamo più effetti speciali e le tecniche di ripresa sono quelle più attuali (vediamo anche braccia poco amorevoli spuntare dalle pareti).
Il plot e la tensione dell’episodio sono buoni, il finale anche. Non è una capolavoro ma si guarda molto bene.
In definitiva questo V/H/S può comunque meritare la sufficienza. Non si griderà sicuramente al grande film, però pur riprendendo la tecnica tanto amata ed odiata del mockumentary e del found footage, e citando nei vari episodi vari cult horror del passato, le quasi due ore (forse troppe? ma forse no) di visione scorrono abbastanza veloci, e nonostante qualche calo di tensione dovuto ad un paio di episodi che proprio non possono essere salvati il film è molto godibile, forse un omaggio  questo modo di fare horror, cominciato all’inizio degli anni 2000 con “The Blair Witch’s Project” e continuato con la saga “Paranormal Activity” e “ESP : Fenomeni paranormali”.
I vari episodi hanno anche un minimo di collegamento tra essi, non solo grazie al primo mediometraggio che li accomuna tutti, un po’ forzatamente, ma anche per  quel velo di misoginia che si può notare praticamente in tutte e cinque le storie.
Ed inoltre è ben giustificato il nome del titolo , di cui abbiamo forte nostalgia soprattutto nell’episodio cornice in cui rivediamo quello schermo blu, che stava ad indicare l’inizio di una proiezione con le nostre tanto amate VHS.

I finali di tutti gli episodi inoltre alzano la qualità sia di quelli mediocri che di quelli venuti bene.
Una volta tanto questi americani un qualcosa di godibile lo tirano ancora fuori.

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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

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