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Nerve – La recensione

Una studentessa si trova immersa in un gioco online di obbligo o verità dove ogni mossa inizia a essere manipolata da una comunità di “watchers”. La situazione si farà sempre più pericolosa!

Dopo un anno dalla sua uscita in tutto il Mondo, approda in Italia “Nerve”, un bel thriller giovanile molto originale sulla potenza delle app al giorno d’oggi. Un pericoloso gioco molto inquietante perché potrebbe veramente succedere.

Do you have the nerve?
Do you have the nerve?

L’ansia non manca non solo nello svolgersi (e degenerarsi) della situazione, ma anche nel vedere quanto sia drogata di smartphone e in cerca di attenzione parte dei personaggi, su tutti la Sydney interpretata da Emily Meade, la quale spinge la protagonista a rischiare nella vita, ma poi è invidiosa di lei e cerca di ottenere ancora più attenzione. Non è un comportamento così tanto difficile da immaginare visto il momento particolare che stiamo vivendo con questa dipendenza dalla tecnologia.

“Nerve” cattura dal primo secondo con una regia bella ritmata e dinamica. La sceneggiatura è molto originale, anche se non scava molto a fondo, rimanendo comunque convincente. Molto probabilmente gli spettatori trentenni e oltre si sentiranno fuori target, ma ne rimarranno conquistati.

Emma Roberts è una delle più brave tra le giovani interpreti di Hollywood e non sbaglia un colpo, mentre Dave Franco, fratello del più famoso James Franco, risulta convincente in questo film dove non mancano tensione, adrenalina, belle idee e qualche sana riflessione su questa era dove siamo governati dagli smartphone e dal desiderio di visualizzazioni e di followers.

La bravissima Emma Roberts
La bravissima Emma Roberts

“Nerve” corre veloce veloce, come la moto del protagonista, diverte, ha delle scene al cardiopalma e lascia uno spunto di riflessione. Cosa volere di più? Uno dei pochi film adolescenziali degni di nota, che non si dimentica.

 

 

VOTI FINALI
voto
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GianDrewe
Redattore e Co-fondatore

Attore, cantante lirico, insegnante e... cinefilo! Amo il cinema in ogni suo genere con un'adorazione particolare per il cinema europeo specialmente britannico, visto che sono un sostenitore della scuola inglese. Molto spesso dalla parte opposta dei blockbuster e sulla strada degli indie e del cinema d’autore non solo di oggi... Pochi effetti speciali e molte emozioni!