Home recensioni horror Annabelle 3 – La recensione

Annabelle 3 – La recensione

Di questi tempi, ormai sempre più lunghi, la possibilità di vedere un horror nelle nostre sale pienamente sotto la sufficienza è purtroppo una normalità.
Capita tuttavia che ogni tanto, questa triste situazione, almeno per i fan del genere, venga ribaltata, o quantomeno, frenata.
Uno di quei film che possono contribuire a ciò è tutt’ ora nelle nostre sale.
Stiamo parlando di Annabelle 3, terzo film sulla bambola maledetta e sesto della saga The Conjuring.

Io sono ancora qua, eh già

Essendo già alla terza pellicola sull’oggetto maledetto più pericoloso custodito dai coniugi Warren, era molto facile aspettarsi un flop clamoroso ed un film inutile.
A favore di Annabelle e di questa nuova storia però, giocano a favore più elementi che ne fanno comunque un film godibile e che può meritare una sufficienza piena, nonostante qualche difetto.

Buona è risultata la scelta di spostare il focus dalla bambola malefica agli altri oggetti infestati rinchiusi nella stanza degli orrori dei due demonologi, pur mantenendo Annabelle come il burattinaio che muove i fili della storia e delle varie creature demoniache che entreranno in gioco nel film.
Stesso discorso vale per i coniugi Warren, che dopo la scena iniziale si fanno da parte per lasciare totalmente spazio alle vere protagoniste della pellicola, la loro figlia Judy (Mckenna Grace), la sua babysitter Mary Hellen (Madison Iseman) e la sua amica Daniela (Katie Sarife).
Senza Ed e Lorraine, e con Annabelle ai margini della storia il film sembra stare comunque in piedi, merito anche dell’interesse che suscitano quasi tutte le creature da lei risvegliate (il lupo mannaro non possiamo salvarlo).
Spostare il focus dalla bambola, di cui ormai s’era detto tutto e centrarlo sugli altri demoni / entità è stata una scelta azzeccata.

I jump scares stavolta non sono eccessivi e sempre gratuiti, ma dosati nella giusta maniera, anche se a volte si fanno un po’ troppo attendere.
Molti sono poi i richiami agli altri film della saga (dalla suora di The Nun al carillon de L’Evocazione), che fanno di Annabelle 3 come delle altre pellicole un film che da subito ricorda il marchio della saga a cui appartiene, senza mescolarsi con altri film di genere.
Altro elemento riuscito l’ambientazione.
Siamo proprio in casa dei coniugi Warren stavolta, e tutto si svolge attorno e dentro alla loro stanza del male, dove Annabelle, muovendo i fili, prova a scatenare l’inferno e a richiedere la sua anima.

Peccato per il finale che poco, anzi nulla, centra con il resto della storia, di alcune entità ridicole abbiamo già parlato, vedi il lupo cattivo (il traghettatore dal canto suo risulta riuscitissimo).

Tre film li hai fatti, adesso basta però dai

Una pellicola di cui non sentivamo di certo il bisogno, ma che alla fine scorre bene e non ci fa ancora lasciare la sala nuovamente delusi.
quello che ora resta da vedere è la strada che la saga, sia la principale sia quella di Annabelle prenderanno.
Resta sempre facile cadere nel disastro totale, a meno che non si aprano nuovi orizzonti e nuove storie ben pensate e costruite.
Di materiale, di feticci, e di figure maledette ce ne sono ancora, ma se non si hanno idee chiare e precise, lasciate quella bambola chiusa nella teca e gettate la chiave.

Grazie.

Articolo precedenteLe Mele di Adamo – “Cult” humor danese
Articolo successivoC’era una Volta a… Hollywood: un nuovo spot italiano del film di Quentin Tarantino
Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

‘Rest..In..Peace’