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Amityville: The Awakening – Recensione

C’era proprio bisogno di questo risveglio?
Dovevamo scomodarla di nuovo, e soprattutto in questo modo l’abitazione al 112 Ocean Avenue ?

 

Perchè a giudicare da quello che viene fuori dalla pellicola di Franck Khalfoun se ne poteva fare a meno.
La saga di Amityville, portata alla luce dal film del 1979 per la regia di Stuart Rosenberg è tornata di nuovo sul grande schermo con Amityville: The Awakening.

Ops….ho lasciato qualcosa sotto il tavolo.

Ancora una volta le presenze demoniache che avevano inizialmente indotto il massacro della famiglia De Feo tornano alla ribalta in quello che rimane un horror difficile da apprezzare.
Forse anche a causa dell’enorme abuso che di questa leggenda si è fatto negli anni.
L’ultimo pretesto trovato per portare di nuovo nelle sale questa saga sono i quarant’anni dal massacro della famiglia De Feo.
I nuovi inquilini della casa maledetta stavolta sono Joan (Jennifer Jason Leigh), vedova madre di tre figli.
I tre pargoli rispondono al nome di Belle (Bella Thorne), Juliet (Mckenna Grace) ed il povero James (Cameron Monaghan), in coma da due anni e dato anche dai medici ormai per spacciato, tranne che da sua madre Joan che tenta anche l’impossibile per averlo ancora accanto a sè.

Ciao, sono l’unico motivo per guardare il film.

Dopo i primi giorni di ambientamento, in quello che già non è un clima familiare dei migliori (Belle e sua madre non si amano, ma proprio no, tanto per dirne una), arrivano in casa i soliti eventi sovrannaturali che insospettiscono da subito la bella (e anche tanto) Belle.
Nel frattempo inoltre, la situazione di James sembra subire delle inaspettate modifiche.
Non aspettatevi nulla di nuovo nella trama e nell’andamento della storia in questo ennesimo capitolo della saga di Amityville.
Non ci sono scene da ricordare, non ci sono colpi di scena o momenti di terrore, se non un paio di scene in cui forse i più giovani, che magari non conoscono bene la saga, possono avere qualche sobbalzo di paura.
Ma questo Amityville: The Awakening non è nulla di più.

Un po’ di sangue non guasta mai. Del resto è un horror.

Se proprio vogliamo trovargli qualcosa di bello, è proprio la Bella Thorne.
Ma questo si sa, con il successo di un horror, non centra nemmeno un po’.
Dispiace vedere in questa pellicola da insufficienza piena il bravissimo Thomas Mann di Me and Earl and the dying Girl.
Il tema dell’eutanasia, che prende vita grazie allo stato vegetativo di James e che diventa il punto d’incontro/scontro tra Bella e sua madre, che hanno per il ragazzo una visione completamente opposta pur provando un amore enorme per lui, non basta.

Lasciatela un po’ in pace questa casa.

VOTI FINALI
voto:
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Il Biondo
Capo Redattore e Co-fondatore

Grande amante del cinema, e questo è scontato dirlo se sono qua :­) Appassionato da sempre del genere horror, di nicchia e non, e di film di vario genere con poca distribuzione, che molto spesso al contrario dei grandi blockbuster meriterebbero molto più spazio e considerazione; tutto ciò che proviene dalle multisale, nelle mie recensioni scordatevelo pure. Ma se amate quelle pellicole, italiane e non, che ogni anno riempono i festival di Berlino, Cannes, Venezia, Toronto, e dei festival minori, allora siete capitati nel posto giusto.

‘Rest..In..Peace’