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Aloha – Sotto il cielo della Hawaii

Mi trovo davanti a uno di quei film che mette in dubbio il mio spirito critico di cinefilo: Aloha è tempestato di recensioni negative, roba che fossi Cameron Crowe mi sarei impiccato.

La cosa che sconvolge non è ‘con un cast simile, come può venir fuori un film brutto’, dato che attori stellari non sono mai stati garanzia di successo (non lo dico, il film balordo pieno di attori che doveva essere un Gli Intoccabili 2.0 e invece… Essersi rivelato una cazzata mostruosa). Il fatto è che questo film è farlocco, ma mi è piaciuto!

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Dopo aver letto le recensioni sulla rete

Brian ( Cooper ) è un militare caduto in disgrazia, ora al soldo del magnate Carson ( un Bill Murray come al solito magnifico ) che torna ad Honolulu, dove ritrova la sua ex e conosce Allison, pilota dell’ Air Force di nazionalità…un quarto hawaiana, di padre mezzo-cinese, una cosa del genere?

Quella che di base è, come ovvio, una commedia sentimentale, è condita di cose ben oltre la sospensione dell’incredulità, con una location che dovrebbe celebrare le Hawaii ma posiziona un paio di locali tra una maggioranza di occidentali; una spruzzata di action/dramma a dir poco pretestuosa; un trio di attori talmente belli da sfiorare il plastico.

Eppure, tra questi ingredienti scaduti e una ricetta senza filo né coda, a me Aloha è piaciuto, ha rilassato e intrattenuto, con scene banali, ben svolte e che ti riscaldano; tra momenti divertenti (la gag del soldato che si esprime senza parlare su tutti), una Stone al solito stupenda, un Baldwin che meritava un minutaggio superiore.

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Siamo belli da fare brutto

Perché a volte un film lo si può analizzare a microscopio, oppure lasciarlo scorrere; se ti intrattiene e fa dimenticare i crucci della vita, è davvero brutto?

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Zeno
Redattore e Co-fondatore

Cresciuto a massicce dosi di cinema, fin da giovane età veniva costretto dal padre a maratone e maratone di Spaghetti-Western. Leggenda narra che la prima frase di senso compiuto che uscì dalla sua bocca fu: “Ehi, Biondo, lo sai di chi sei figlio tu? Sei figlio di una grandissima……” Con il passare del tempo si è evoluto a quello che è oggi: un cinefilo onnivoro appassionato di cinema in ogni sua forma che sia d’intrattenimento, d’autore o l’indie più estremo. Conteso da “Empire”, “The Hollywood Reporter”, “Rolling Stone”, ha scelto Jamovie perché, semplicemente, il migliore tra tutti.