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13 Reasons Why (2a Stagione) – La recensione

13 reason why

La decisione, di produrre una seconda stagione di 13 Reasons Why,  ha destato non  pochi dubbi tra i fan.
Infatti molti hanno considerato il finale della prima stagione autoconclusivo, con  la presenza di alcune domande ancora aperte, le cui risposte venivano lasciate proprio agli spettatori.
Dunque non si riteneva necessaria un’ulteriore stagione.
Uno dei dubbi, era anche dato dal fatto che per la prima stagione, Brian Yorkey si fosse basato sui fatti narrati nell’omonimo best seller.
In questa nuova stagione, al contrario, lo showrunner ha dovuto iniziare da zero, portando a temere errori di coerenza e di esagerazioni.

Sono passati 5 mesi dal suicidio di Hannah e nonostante ciò, la sua presenza continua a farsi sentire.

I ragazzi citati nelle sue cassette cercano di riprendere la loro vita in mano, soprattutto Clay, il quale ha nel frattempo iniziato una relazione con Skye.
Tuttavia, la decisione dei Baker di non patteggiare, ma di intentare una causa contro la Liberty High School, accusata di non aver fatto nulla per proteggere Hannah, riporta tutti nello sconforto e nella consapevolezza di avere avuto un vero ruolo attivo nella morta della compagna.
Il processo fa capire che non è finito nulla, tutto è solo agli inizi.
Ora la storia non è più narrata dal punto di vista di Hannah, questa volta ascoltiamo la versione dei suoi compagni.

Hannah

Ognuno dei 13 episodi è caratterizzato da una serie di flashback riguardanti ogni volta  uno dei testimoni, mostrando nuove sfaccettature dei loro rapporti con Hannah e tante cose nuove anche sul suo personaggio.
Se nella prima stagione lo scopo era quello di far prendere coscienza della disperazione di Hannah, ora il punto focale è quello di mostrare ogni aspetto inquinato ed oscuro della realtà scolastica e di quanto sia difficile per un adolescente, vivere in essa.
Anche il concetto di verità appare in questa stagione molto più relativo.
Tyler è il primo ragazzo che viene chiamato a testimoniare.
Dalla sua testimonianza emerge una riflessione importante da fare su ciò che è oggettivamente giusto o sbagliato


Nessuno è semplicemente una vittima, le colpe non stanno mai da una parte sola


Nulla è oggettivo nel suicidio.
Esso è un gesto dettato da sensazioni ed emozioni che sono puramente soggettive e Hannah, pur essendo stata vittima, ha anche avuto le sue colpe.
Tyler racconta che la ragazza nonostante si fosse lamentata per la diffusione a scuola della foto al parco con Justin, aveva mandato ad uno sconosciuto delle sue foto intime e non aveva avuto problemi a farsi fotografare da Tyler.
La questione è cercare di capire chi sia la vittima e chi l’artefice.
Tuttavia non è così semplice capirlo, proprio per via di tale relatività.
Anche una vittima può apparire come carnefice in alcuni momenti.

Tyler

Il tribunale fa da sfondo ad un’ulteriore misteriosa linea narrativa.
Clay trova nel suo armadietto nel corso degli episodi, delle polaroid con dietro la scritta Hannah Baker non è stata l’unica e raffiguranti Bryce intento ad avere rapporti sessuali con ragazze che sembrano assolutamente incoscienti.
Lo scopo del ragazzo, è capire chi siano queste ragazze e cercare di usare le polaroid come prova contro Bryce, dal momento che Jessica non si decide a denunciare il stupro subito.
Jessica in questa stagione sembra essere una nuova vittima, derisa dalla scuola con scritte sui muri che la additano come bugiarda.
Cerca molto l’appoggio di Alex, sopravvissuto al suo tentato suicidio, ma riportando problemi fisici e ricordando poco del motivo che l’ha spinto a tentare di uccidersi.

Insomma, le polaroid sembravano aver fatto decollare bene la stagione, non a caso, il ritrovamento della prima polaroid è inserito proprio nella première di stagione.
Il problema è che essa non decolla del tutto e pecca di esagerazione.
Vengono raccolte dagli avvocati le varie testimonianze dei ragazzi, che aggiungono pezzi alla vita di Hannah.
Il vero problema è che l’Hannah Baker che ne viene fuori risulta diversa rispetto a quella che avevamo conosciuto nella prima stagione.
Ne emergono alcuni difetti e questo non è un male, tutti li hanno.

Tuttavia le testimonianze che ne danno alcuni personaggi come Tyler o Zach, risultano poco coerenti con quello che dovrebbe essere il personaggio di Hannah.
Nel tentativo di dare più spessore alla protagonista, sono state aggiunte sfumature che hanno generato confusione.
Confusione che aumenta se si pensa ai numerosi flashback inseriti che rendono ancora più difficile seguire la linea temporale e capire quando è successo cosa.
Questo contribuisce senza a dubbio a far si che il dolore di Hannah, la sua frustrazione, siano accantonate abbastanza facilmente.

Dylan Minnette è Clay Jensen

Il  gruppo di protagonisti può essere diviso letteralmente tra i pentiti e cattivi.
Quanti hanno mentito e quanti hanno detto la verità?
Soprattutto chi riesce ad andare avanti e chi cade sempre più in basso?

I CATTIVI

Marcus, Bryce e Montgomery sono l’emblema dei cattivi senza speranza di redenzione.
I primi due raccontano il falso in tribunale, soprattutto Bryce.
Egli  racconta di avere avuto una storia di solo sesso con Hannah mentre la verità era l’esatto contrario.
Era lui a volere una storia con lei, mentre la ragazza lo ha rifiutato.
Soprattutto, continua a negare il suo coinvolgimento negli stupri, convinto che la sua famiglia e senatori vari lo possano difendere.
La cosa peggiore, è che nel frattempo Bryce continua a violentare senza farsi alcun problema.
Violenta Chloe, la sua ragazza e molte altre liceali, come mostrano le polaroid che Clay trova nella ClubHouse, il punto di ritrovo degli atleti.
Vengono trovate tantissime polaroid in cui Bryce sta chiaramente violentando ragazze incoscienti e ubriache, che ricordano poco o nulla, inclusa la sua attuale ragazza.

Sembra non avere una coscienza e, nonostante tutti gli sforzi, cade sempre in piedi.
Nel finale di stagione, viene finalmente condannato per violenza sessuale ai danni di Jessica, ma ad un solo mese con arresti domiciliari.
In più, in seguito alla condanna, scopriamo la sua decisione di andare via e ricominciare in un’altra scuola, nella quale ,sappiamo, probabilmente ricomincerà a violentare.
La giustizia non ha fatto il suo dovere.
Ha condannato Bryce ad un mese e Justin a sei di riformatorio.
Inoltre non ha riconosciuto alla scuola, alcuna responsabilità. Non ha saputo rendere giustizia né a Jessica né ad Hannah.

Justin Prentice è Bryce Walker

Se Bryce sembrava essere il più cattivo della serie, in realtà è stato nettamente superato da Montgomery.
Quest’ultimo fa di tutto per ostacolare le indagini e impedire ai ragazzi di testimoniare contro Bryce.
Montgomery è spinto dalla sua amicizia verso Bryce, se non ha lui e gli altri amici, non ha nulla.
Li difenderà a qualunque costo, anche se questo significa mandare fuori strada Clay e Justin, spaventare Alex, picchiarlo.

I ragazzi come Monthy hanno molti problemi e sfogano la rabbia e la frustrazione attraverso la violenza, colpendo i più deboli.
Si circondano di amicizie che per loro sono vere, ma in realtà non lo sono.
Bryce non si fa problemi a voltargli le spalle, avendolo solo usato.
Nel momento in cui Montgomery fa un passo falso, Bryce non lo vuole più vedere e questo scatena in lui una rabbia e una violenza tali, da distruggere quelli che ha intorno a sé, in questo caso Tyler.
Tyler diventa la vittima sacrificale, la persona su cui sfogare tutta la sua rabbia.

Timothy Granaderos è Monthy

Pensiamo alle scuole.
Tutte sono piene di bulli, ma come è possibile che agiscano indisturbati?
Come è possibile che tanti riescano a sfogare la loro rabbia sui più deboli senza che nessuno faccia nulla?
C’è davvero un errore di fondo in tutto il sistema.

I PENTITI

Uno dei personaggi che più di tutti ha cercato la redenzione, è stato il counselor Mr. Porter.
Egli ha capito i suoi sbagli e nel tentativo di alleviare il proprio senso di colpa verso Hannah, si ripromette di cercare di aiutare tutti i ragazzi che ne hanno bisogno, colpendo anche la squadra di football, un vero e proprio nido di vipere.
In tribunale ammette che la sua più grande colpa è stata quelle di non aver saputo ascoltare e capire Hannah.
Il sistema per lui è sbagliato in quanto tecnicamente per gli standard della scuola,  la ragazza non rientrava tra coloro che avevano bisogno di aiuto.
Tuttavia l’uomo sa che avrebbe dovuto fermarla ed ascoltarla ugualmente e questo è il suo più grande rammarico.
Viene allontanato dalla scuola, vittima anche lui di un sistema che sembra proteggere chi ha i soldi e una posizione.

Sono stati caratterizzai anche altri personaggi che hanno avuto un ruolo di maggiore rilievo.
Un esempio è Zach, che si mostra essere un ragazzo molto sensibile e dolce che non ha nulla a che vedere con gli altri compagni come Montgomery o Bryce.
Il suo più grande sbaglio nei confronti di Hannah, e non solo, è stato quello di non avere il coraggio.

Nella stagione, scopriamo che durante l’estate Zach e Hannah hanno avuto una relazione. I due insieme scoprono non solo i propri corpi attraverso il sesso, ma anche se stessi e il mondo dei sentimenti.
Mentre Hannah ha intenzione di uscire allo scoperto finita l’estate, Zach preferirebbe il contrario.
Non sono i suoi sentimenti verso Hannah il problema, ma la paura di essere giudicato da amici che per lui in realtà non sono tali.
È più fedele a loro che a se stesso.

Ross Butler è Zach Dempsey

C’è un conflitto enorme dentro di lui tra la codardia e la sua voglia di giustizia.
Infatti è proprio lui a lasciare a Clay le polaroid, chiedendogli di dire la verità perché lui ammette di essere codardo e di non riuscire a denunciare Bryce per le continue violenze sessuali ai danni di molte ragazze del liceo rese incoscienti in quei momenti.
L’amicizia con Alex, di cui Zach si prende cura, alla fine della stagione lo aiuta a risolvere questo dissidio interiore.
Alla fine prende le parti del ragazzo e fa di tutto per incastrare Bryce e tutto il suo gruppo. Zach alla fine è un bravo ragazzo.

Anche Justin è analizzato più profondamente in questa stagione.
Anche lui è sicuramente dotato di poco coraggio e anche lui viene salvato da un’amicizia, in questo caso con Clay.
Justin ha sempre vissuto all’ombra di Bryce tanto da non riuscire ad impedire che lui violentasse Jessica.
Dopo cinque mesi, grazie a Clay e Tony, fa ritorno in città, decisamente cambiato, afflitto dai sensi di colpa e dipendente da droghe.
La ricerca di perdono lo spinge a voler cambiare a volersi ripulire e ad essere una persona migliore.
Riesce in parte in questa impresa.

Ha il coraggio finalmente di rivelare alla corte ciò che Bryce ha fatto a Jessica e il suo contributo.
Quando Jessica prende coraggio e denuncia lo stupro, Justin accetta la sua reclusione senza controbattere.
Sembra davvero che il ragazzo voglia cambiare.
Addirittura la famiglia di Clay, affezionatasi, decide di adottarlo, dato che la madre di Justin non è in grado di badare a lui.
Tutto sembra andare bene, ma non è così. Nonostante l’aiuto di Clay e Tony, Justin è ancora segretamente dipendente dalle droghe e questo non porterà a nulla di buono in una prossima stagione.

Anche Jessica merita di essere citata.
Sicuramente non aiuta molto i Baker al processo, negando, anzi non citando per nulla, lo stupro subito.
Purtroppo il percorso che lei fa è lento e difficile, fatto di paure, di negazioni, da una voglia di ricominciare tanto grande quanto difficile.
Non potrà mia ritornare a vivere davvero se non troverà il coraggio di affrontare quello che le è successo.
Intorno a lei tante ragazze violentate da Bryce, ma che non hanno il coraggio di affrontarlo, una tra tutte Chloe, la ragazza di Bryce.
Lentamente e tra molti dubbi, Jessica stanca, denuncia finalmente Bryce, venendo a patti con la verità ed essendo libera di affrontare la sua vita.

Alisha Boe è Jessica

Volta pagina e sembra iniziare una storia con Alex.
Le cose non sono così semplici però, in quanto i suoi sentimenti per Justin sono ancora forti.
Durante il ballo di primavera nel finale di stagione, i due si baciano all’insaputa di Alex. Quello che succederà dopo è una domanda aperta.
Jessica ha praticamente spinto via Justin per tutta la stagione, accusandolo giustamente, di non aver bloccato Bryce.
Tuttavia i sentimenti non si comandano e Jessica sembra aver visto un reale cambiamento in Justin.

Infine Clay.
Clay è quello che soffre di più la mancanza di Hannah.
In perenne conflitto tra la paura di lasciarla andare e quella di dimenticarla, viene  affiancato per tutta la stagione da visioni della ragazza, con la quale si confronta e che non riesce a dimenticare.
Fa fatica ad accettare i sentimenti che prova per lei e le sue paure e questo forse è ciò che lo spinge maggiormente in prima linea contro Bryce e contro la scuola.
La sua diventa quasi un ossessione, tanto da voler addirittura uccidere l’atleta presentandosi a casa sua con una pistola.
È l’intervento di Justin a fermarlo.

Data la sentenza finale del tribunale e dopo la condanna di Bryce, Clay si convince a ricominciare.
Fa un discorso toccante di addio ad Hannah durante il suo funerale.
Mette a nudo se stesso e il suo amore per Hannah davanti a tutti, mentre quest’ultima gli sorride e va via.
Clay riesce a lasciare andare Hannah e la sua tragedia ma a tenere con sè l’amore.
Olivia Baker è particolarmente colpita dal discorso e consegna al ragazzo un foglio scritto da Hannah in cui vengono elencate le ragioni per non uccidersi.
Clay compare bene 2 volte, peccato però che le ragioni trovate siano solo 11.
Tuttavia ormai sia Clay che Olivia hanno deciso di lasciarsi il dolore alla spalle e per loro, sebbene Hannah abbia trovato solo quelle ragioni, ne aveva in realtà molte di più.
Entrambi hanno come scopo quello di vivere e portare avanti i propri sogni.

Un momento molto toccante e forse uno dei più belli di tutta la stagione, è stato l’abbraccio finale del gruppo di ragazzi al ballo di Primavera.
La canzone The Night We Met in un chiaro riferimento al rapporto tra Hannah e Clay, riporta Clay indietro nel tempo.
Un anno prima avevano ballato quello stesso lento.
I sentimenti non si possono cancellare dall’oggi al domani, né quelli di Clay, né di Zach, Justin, Jessica, Alex, Courtney e Ryan.
In un gesto di conforto e comprensione, tutti abbracciano Clay, dando anche il loro personale addio ad Hannah.
Nessuno di loro è più solo.

LA SCENA SHOCK

A dispetto di ogni previsione da parte di registi e ideatori della serie, man mano che le puntate sono andate avanti, esse hanno generato un’ondata di polemiche non da poco, esplosa con una scena particolarmente forte nel finale di stagione.
Tyler ritorna tra i corridoi del liceo, dopo aver postato una foto in cui rivela di essere stato l’artefice degli atti di vandalismo nella scuola, volti a colpire soprattutto la squadra di baseball, colpevole dei maggiori atti di bullismo nella scuola.

In bagno il ragazzo viene selvaggiamente picchiato da Montgomery, infuriato per i gesti di Tyler e, soprattutto, frustrato  perché Bryce lo ha praticamente rinnegato come amico.
La scena è stata particolarmente violenta e cruda da vedere, pochi minuti che sembrano durare un’eternità.
Tyler, reso inerme da calci e pugni e tenuto fermo da due amici di Montgomery, subisce una brutale violenza sessuale da quest’ultimo che lo sevizia usando il manico di una scopa (dettaglio che ha sicuramente impressionato molte persone).

Le lacrime e le urla di Tyler e non solo, anche il sangue presente nella scena successiva, sono sufficienti a dare i brividi e a lasciare un vuoto.
Non ha stupito dunque il gesto estremo del ragazzo, che decide di presentarsi al ballo della scuola armato, con l’intenzione di causare una strage.
Si sta ripetendo quello che è accaduto ad Hannah: qualcuno subisce e la scuola si gira dall’altra parte.
Il gesto di Clay è sicuramente lodevole, si arma di un coraggio mai mostrato fino a quel momento e affronta un Tyler sconvolto e arrabbiato, che gli punta contro un fucile.
Tutto sembra risolversi relativamente per il meglio, in quanto Clay cerca di convincere Tyler che non è solo, lui sarà pronto ad aiutarlo, che morire non è la soluzione.
Funziona, ma è evidente che ora Tyler dovrà affrontare i suoi demoni, e non è ben chiaro quello che succederà.


 Sto male anch’io e sono incazzato e non ho capito quanto anche tu soffrissi, per questo ti chiedo scusa.
Non voglio che tu muoia.
Se tu pensi che sia la soluzione…allora vai fino in fondo


La storyline di Tyler è quella cha colpito maggiormente il pubblico nello stomaco, giudicata troppo forzata ed inutile.
Una scena nello specifico insomma, secondo il pubblica, usata solo con lo scopo di stupire e scioccare e non di denunciare violenze.
Molti iniziano a chiedersi se 13 Reasons Why sia una serie che vuole denunciare il bullismo o forse ora mira solo a fare audience scioccando?
La domanda è d’obbligo.
L’indignazione generale ha portato a chiedere la cancellazione della terza stagione in produzione e la sospensione della seconda.

Le lamentele sono arrivate al produttore esecutivo Brian Yorkey il quale ha giustificato tale storyline come la dimostrazione del loro intento di narrare storie vere sui ragazzi.
Scene forti portano a reazioni intense e quindi ad una migliore comprensione verso esperienze del genere.
Una reazione di sdegno per lui, deriva dalla nostra voglia di tenere quell’esperienza lontana da noi, di non confrontarci con essa perché queste storie sono di per se poco raccontante.
Le vittime di bullismo/violenze, impiegano più tempo a chiedere aiuto.
Nello specifico, la violenza sessuale nei confronti di ragazzi contro altri, nonostante non lo sembri, è fortemente diffusa.

Sicuramente 13 Reasons Why è una serie che provoca e genera nella maggior parte dei casi reazioni negative: rabbia, tristezza, confusione.
Forse la provocazione ha l’intento di mostrare come queste violenze esistano, sono una realtà attuale e sempre più dura nelle scuole.
L’intento in questo senso è sicuramente lodevole, ma ciò ha portato la serie a spezzarsi in piccole tessere con non combaciano tutte tra di loro.
Il risultato è l’avere un senso di forzatura su più storie e di distacco dalla prima stagione.
Forse si sarebbe potuto avere un risultato migliore, senza forzature, senza l’inserimento di tante storie incastrate una nell’altra non perfettamente.
Si sarebbe potuto affrontare tutto e meglio mantenendo una coerenza con il tono della prima stagione.

Articolo a cura di Lagherta